Gilad Atzmon

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Israel and its widespread propaganda - an interview

http://www.infopal.it/gilad-atzmon-israel-and-its-widespread-propaganda/

Infopal. Interview with the musician and writer Gilad Atzmon.

(English and Italian version) 

Angela Lano. In your article “Pillar of Biblical Cloud” you wrote that Israel is trying to win the election in January by presenting a “pile of Palestinian corpses”. Do you think that this new military operation against Gaza has a propaganda” reason?

Gilad Atzmon: It certainly is there to serve Netanyahu’s and Barak’s personal political interests. I believe that these two warmongers had, initially, a limited military operation in mind, but now it is escalating, and, as in the case of Lebanon 2006, it is pretty much out of control. Due to some obvious state of detachment, Israelis fail to learn from their past.

AL. Why do the Israeli lawmakers use biblical references for their wars against Gaza?

GA: Because Israel is the Jewish State, and Biblical rage fuels Zionism and Israeli politics with ’spiritual’ meaning.

AL: We know that many of them have a secular background.

GA: Jewish secularism is a funny concept. It is a ‘spiritual-less’, Godless ‘religion’. Secular Jews don’t believe in God but, rather too often, they kill in his name.

AL. The pro-Palestinian discourse is deeply infiltrated by Zionist elements or groups, even within the second and the third Freedom Flotillas. How do you explain such a phenomenon?

GA: My latest book, The Wandering Who throws light on this peculiar phenomenon. I can think of many reasons.

1) We are dealing here with controlled opposition: according to the Jewish left, we are allowed to deal with Israel — as long as we don’t admit that this murderous state actually defines itself as the Jewish State. And we are allowed to discuss Israel — just as long as we don’t mention that its air-planes are decorated with Jewish Symbols.

2) Jewish identity is tribally driven. This applies to Zionist as well as anti Zionist identities. Though Jews didn’t invent tribalism, Jewish culture equips it followers with sophisticated exilic political survival tactics. It is hardly surprising then, that Jewish so called ‘anti’ Zionists are far more united and organised than Palestinian exiles or other opponents of Israel because it needs to be understood that Jews have been practising’exilic identity politics’ for 3000 years, whilst the Palestinians are pretty new to it all.

3) Jews are attracted to revolutionary ideologies. Look at the Bolshevik revolution: I learned recently that 25% of the International Division fighting along side the Spanish Republic army during the Spanish Civil War, were Jews.

So the crucial question we have to ask ourselves then, is whether those Jewish ‘progressiv exponents are serving a universal and a humanist cause — or do they promote Jewish self interests instead. My research has taught me that in many cases, Jewish ‘progressive ideology’ is actually still Judeo-centric, to the bone.

AL. The accusation of ‘anti-Semitism’ has become a widespread weapon, and many people fear it. What can we do to face this means of propaganda and the ”mark of the witch”?

GA: I tend to regard everyone who tosses this accusation in the air, as either a Jewish tribal operator or, as a submissive Sabbath Goy. There simply is no serious and dangerous Anti Semitism in society at the current time: no one out there opposes, or hates Jews as a people, as a so called ‘race’, ethnicity, or as a  biological entity. But it is true to say that many of us oppose different form of Jewish politics.

AL. How do you see the next future of the Palestinian issue?

GA: When I see Palestinians fighting so bravely I am filled with hope. I do not believe that the international solidarity will liberate Palestine – the Palestinians will liberate themselves. All we can do is to provide the Palestinians with spiritual and ethical shields. We are called on to explain: why do they fight and what do they fight for?

AL. How do you consider the “Arab Springs”? Are they a “hope of change” for millions of Arabs, or are they just a geo-political diversion, controlled by the US and other actors?

GA: The Arab Spring has been somewhat disappointing so far – instead of fighting Israel, and Western imperialism, all we see at the moment is many Arabs killing each other. I guess that once again we will find out soon enough that Palestinians are at the forefront of this battle. And they have the unique capacity to unite us all.

AL. What do you think of the media?

GA: Media is the latest means of Zionist political indoctrination. And liberation is overdue.

 

Versione in italiano

Angela Lano. Nel suo articolo “Colonna di nube biblica” ha scritto che Israele cerca di vincere le elezioni a gennaio presentando una “catasta di cadaveri palestinesi”. Pensa che questa nuova operazione militare contro Gaza abbia motivi di propaganda?

Gilad Atzmon: Serve sicuramente per gli interessi politici personali di Netanyahu e di Barak. Secondo me questi due guerrafondai inizialmente avevano in mente un’operazione militare limitata, che però ora si sta aggravando, e, come in Libano nel 2006, sta sfuggendo al controllo. A causa di ovvie condizioni di distacco, gli israeliani non imparano mai dal passato.

AL. Perché i legislatori israeliani utilizzano riferimenti biblici nelle loro guerre contro Gaza?

GA. Perché Israele è lo Stato ebraico, e la rabbia biblica aggiunge al sionismo e alla politica israeliana un significato “spirituale”.

AL. Sappiamo che molti di loro hanno un retaggio secolare.

GA. Il secolarismo ebraico è un concetto particolare: è una religione non spirituale, senza Dio. Gli ebrei secolari non credono in Dio ma, molto spesso, uccidono in suo nome.

AL. La discussione pro-palestinese è profondamente infiltrata da elementi o da gruppi sionisti, lo si è verificato anche nella seconda e nella terza Freedom Flotilla. Come spiega un tale fenomeno?

GA. Nel mio ultimo libro, The Wandering Who, affronto tale questione. Mi vengono in mente ragioni diverse.

  1. Abbiamo a che fare con un’opposizione controllata: secondo la sinistra ebraica si ha il diritto di occuparsi di Israele purché non si ammetta che questo stato assassino si auto-definisce Stato ebraico. E possiamo discutere di Israele senza però ricordare che i suoi aeroplani sono decorati con simboli ebraici.
  1. L’identità ebraica è un’identità tribale, e ciò vale sia per l’identità sionista che per quella anti-sionista. Sebbene gli ebrei non abbiano inventato il tribalismo, la cultura ebraica fornisce ai propri seguaci esiliati sofisticate tattiche di sopravvivenza politica. È difficile sorprendersi per quanto maggiormente uniti e organizzati siano gli ebrei cosiddetti “anti-sionisti” rispetto ai palestinesi in esilio o ad altri oppositori di Israele, se si considera che gli ebrei hanno praticato una ”identità politica da esiliati” per 3000 anni. Per i palestinesi l’esilio è una relativa novità.
  2. Gli ebrei sono attratti da ideologie rivoluzionarie. Prendiamo la rivoluzione bolscevica: ho appreso di recente che il 25% dei combattenti internazionali che hanno affiancato l’armata repubblicana spagnola durante la guerra civile di Spagna erano ebrei.

Quindi, la domanda cruciale da porsi è se gli esponenti ebraici progressisti servono una causa universale e umanista, o se invece promuovono gli interessi ebraici. Nelle mie ricerche ho imparato che in molti casi l’ideologia ebraica “progressista” è ancora, fondamentalmente, un’ideologia giudeo-centrica.

AL. L’accusa di antisemitismo è un’arma che si è molto diffusa, e in molti la temono. Cosa possiamo fare per affrontare tale strumento di propaganda e tale “marchio della strega”?

GA. Per quanto mi riguarda, guardo con sospetto a coloro che scagliano tali accuse, siano essi operatori ebraici tribali o sottomessi non ebrei sabbatici. Semplicemente, oggi non vi è alcun pericolo reale di antisemitismo nella società. Nessuno si oppone, oppure odia gli ebrei in quanto popolo, etnia, o cosiddetta “razza”, o entità biologica. Ma si può invece affermare che molti di noi si oppongono a molte forme della politica ebraica.

AL. Come vede il futuro prossimo della questione palestinese?

GA. Quando vedo i palestinesi combattere così coraggiosamente sono molto speranzoso. Non credo che la solidarietà internazionale libererà la Palestina: i palestinesi si libereranno da soli. Ciò che possiamo fare è fornire ai palestinesi protezione etica e spirituale. Dobbiamo spiegare perché e per che cosa stanno combattendo.

AL. Come considera le Primavere arabe? Sono una “speranza di cambiamento” per milioni di arabi o sono una distrazione geo-politica controllata dagli Stati Uniti e da altri attori internazionali?

GA. Finora la Primavera araba è stata in un certo senso deludente. Invece di rivolgere la lotta a Israele e all’imperialismo occidentale, abbiamo assistito finora a una lotta fratricida tra arabi. Credo che ci renderemo conto molto presto che i palestinesi non sono all’avanguardia in questa battaglia. Essi hanno l’unica capacità di unirsi, come tutti.

AL. Che cosa pensa dei media?

GA. I media sono lo strumento principale dell’indottrinamento politico sionista. E la liberazione tarda a nascere.

Traduzione in italiano a cura di Stefano di Felice

 

The Wandering Who? A Study Of Jewish Identity Politics, Jewish political interest and Israeli Barbarism  in the context of Jewish culture.
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